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ParkinsOnMove

CHIAMAMI PER NOME Progetto artistico 2026

CHIAMAMI PER NOME è un progetto artistico che attraverso un’azione performativa vuole sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una malattia sempre più diffusa, anche tra i giovani, la malattia di Parkinson, facendo sperimentare a chi non l’ha e non la conosce le difficoltà che si incontrano quotidianamente. Sensibilizzare non è semplicemente informare su numeri, sintomi e diagnosi ma è provare a trasmettere l’esperienza soggettiva della perdita di sicurezza, del rallentamento e della paura del giudizio.

Questo progetto, inoltre, vuole essere di sostegno per le donne con la malattia di Parkinson che faticano ad accettarla. La malattia non deve essere vista solo come ostacolo ma anche come possibile punto di partenza per RE- inventarsi. Un progetto artistico che non sia arte sul Parkinson ma arte attraverso il Parkinson: fatta da chi la malattia la vive da dentro, la sente.Una performance partecipata che vede coinvolte persone con la malattia di Parkinson, nello specifico le donne del gruppo IO PARLO IO ASCOLTO e i visitatori. Il progetto si compone di installazioni site-specific, posizionate nei vicoli.

Fasce elastiche per la riabilitazione fisioterapica messe in tensione da muro a muro che costringono il pubblico presente ad arrestarsi improvvisamente e modificare il proprio modo di attraversare lo spazio.

Il corpo è costretto ad adattarsi in una continua ricerca di equilibrio. Il movimento è trattenuto, deviato, trasformato in una continua negoziazione. Durante l’azione performativa le donne con la patologia ripeteranno a voce alta, di tanto in tanto, il loro nome e quelli delle donne del gruppo, non presenti.

In prossimità delle installazioni ci sarà sempre una donna con il Parkinson pronta ad accogliere i partecipanti ai quali si presenterà pronunciando il proprio nome ed inviterà anch’essi a ripeterlo ad alta voce. Un’azione che vuole essere un atto di riscatto nei confronti della propria identità, un’affermazione oltre la malattia che non esaurisce la nostra capacità di agire, non ci definisce, non è ciò che siamo.